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Avocado, dopo mesi ti ho rivista.
Ancora mi ghiacci il respiro come quella sera quando eravamo sostenuti da quella maledetta panchina.Tutt'oggi mi fermo sempre a guardarla. Ancora mi considero il demonio, perché non sono mai riuscito a darti il contorno dei sentimenti che mi urlavi di dirti.
Oggi rivedo i tuoi occhi delusi di quella notte.
È una memoria da cui tanti incubi prendono spunto per i loro terribili film.
Lucifer aveva ragione a dire che noi siamo i nostri demoni,
perché in che senso non saprai mai quanto ti amo? In che senso è colpa mia se non lo sai?
Sento le lacrime ogni sera gareggiare verso i confini del mio viso, per poi cadere ed essere dimenticate.
Sento le urla tentare di rompermi la carne del viso, purtroppo le guance sono molto elastiche.
Come feci quella sera a mandarti via?
Come feci a ingoiare i miei sentimenti ogni volta che avevi fame?
Come feci a lasciarti andare, senza dirti quanto volessi che tu restassi?
Perché non sono abbastanza forte per essere debole davanti a te?
Perché dici "vorrei essere forte come te" se non vedi lacrime strisciare dai miei occhi?
Che poi tu non sei meglio, ma ora vorrei solo dirti quello a cui penso.
Vorrei mostrarti che ti amo e che non ti ho mai pensata come una qualunque. Vorrei spiegarti che sei tanto importante quanto la mia paura che tu mi possa abbandonare. Vorrei dirti che ogni volta che una donna è stata nel mio letto pensavo che tu ci saresti stata più comoda. Come ti dico che quando ti riaccompagnai al portone volevo pregare Dio per riaverti anche solo un minuto?
Anche se sappiamo che il mio orgoglio non mi avrebbe mai permesso di farlo.
Come ti dico che c'ho davvero provato ad amarti e sono riuscito solo a terrorizzarti?
Mi ricordo ancora i tuoi occhi immersi nella paura in quel maledetto capodanno.
Come ti dico che ti ho scritto mille parole, ma non sono in grado di leggertene nemmeno una?